Il primo ministro canadese Mark Carney ha espresso la sua mancanza di fiducia nella capacità di Gianni Infantino di guidare la FIFA. Questa dichiarazione arriva all’indomani dei Mondiali del 2026, co-organizzati da Ottawa. Carney ha fatto riferimento al piano, poi accantonato, di Infantino di aprire i Mondiali agli investimenti privati, affermando che la presunta mancata discussione del piano con il gruppo dirigente della FIFA dovrebbe essere un motivo sufficiente per la fine del suo mandato. Ha sottolineato che questo non è il modo di gestire un’organizzazione, nemmeno una piccola.
Anche il principe Ali bin Al Hussein, ex vicepresidente della FIFA, ha accusato Infantino e i vertici della federazione internazionale di aver esercitato pressioni e utilizzato i premi economici destinati alla Giordania come strumento di ricatto politico. Secondo il membro della famiglia reale giordana, alla sua federazione sarebbe stato fatto capire che il pagamento del premio per il secondo posto nella Coppa Araba FIFA sarebbe stato più semplice con il sostegno alla ricandidatura di Infantino alla presidenza della FIFA.
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Accuse di ricatto e mancate discussioni
Il principe Ali ha rivelato tramite un messaggio sui social che la Federazione calcistica giordana, da lui presieduta, non ha ancora ricevuto il premio previsto per la finale della Coppa Araba FIFA, disputata lo scorso dicembre in Qatar e persa contro il Marocco. Durante i recenti Mondiali, ai quali la Giordania ha partecipato per la prima volta, il principe Ali sostiene che gli sia stato detto apertamente che un appoggio a Infantino avrebbe contribuito notevolmente ad aiutare la federazione calcistica giordana. Ha definito questa situazione una forma di ricatto, dichiarando che la Giordania non intende cedere e che è orgogliosa di sostenere i valori etici. Ha inoltre ribadito che non hanno appoggiato Infantino in passato e non lo faranno ora.
Secondo i media giordani, alla nazionale finalista della Coppa Araba spettavano circa 4,2 milioni di dollari, ma il denaro non sarebbe mai stato versato. Il principe Ali ha aggiunto che il premio meritato dalla squadra non è ancora arrivato, mentre la FIFA continua a vantarsi delle sue riserve miliardarie. Ha evidenziato che il problema riguarda la leadership dell’organizzazione, poiché la FIFA si rifiuta da mesi di aiutare su questa e altre questioni.
Le dichiarazioni del principe Ali arrivano in un momento delicato per Gianni Infantino, che è al centro di contestazioni dopo il fallimento del progetto di vendita di una quota dei futuri ricavi dei Mondiali a un gruppo di investitori privati. Questo piano avrebbe garantito un pagamento di 20 milioni di dollari a ciascuna delle 211 federazioni affiliate alla FIFA, a condizione che fosse approvato entro la scadenza prevista. La proposta è naufragata, causando una spaccatura nel calcio mondiale.
Reazioni e prossime elezioni
La UEFA starebbe considerando un candidato alternativo per le elezioni presidenziali e avrebbe persino preso in considerazione il boicottaggio di eventi e riunioni della FIFA. Anche il Galles ha preso una posizione ufficiale, dichiarando di non sostenere Infantino. I vertici della Concacaf e della Confederazione calcistica asiatica hanno espresso perplessità riguardo alla leadership di Infantino.
Le candidature per la presidenza della FIFA dovranno essere presentate entro il 18 novembre, mentre le elezioni si terranno il 18 marzo a Rabat, in Marocco. Con 211 federazioni chiamate al voto, il sostegno dell’Asia potrebbe rivelarsi decisivo per il futuro dell’attuale presidente.
In questo contesto, Luis Figo, ex calciatore professionista e consulente calcistico per la UEFA, ha scritto un articolo in cui chiede le dimissioni immediate del presidente della FIFA. Figo ha criticato il comportamento di Infantino, definendolo ingannevole e vile, e ha sostenuto che un uomo che cerca di imporre cambiamenti radicali solo per arricchire se stesso e i suoi amici non dovrebbe avere alcun ruolo nel futuro del calcio. Ha anche menzionato le dichiarazioni del principe Ali, che ha denunciato i metodi da ‘clan’ della FIFA di Infantino.
Infantino ha indetto una riunione d’emergenza in Marocco per rafforzare la sua posizione. Ha trascorso l’ultima settimana in Marocco, paese che co-organizzerà i Mondiali del 2030 e la cui federazione calcistica ha annunciato il suo continuo sostegno nei suoi confronti. Il primo punto all’ordine del giorno della riunione presso la sede africana della FIFA a Salé, situata sulla sponda opposta del fiume Bou Regreg rispetto alla capitale marocchina Rabat, sarà probabilmente quello di garantire che Infantino sopravviva almeno ai sette mesi che precedono le elezioni. Un Congresso straordinario potrebbe essere convocato se 43 o più federazioni affiliate alla FIFA ne facessero formale richiesta scritta. Il Qatar, il Kuwait, il Libano, lo Sri Lanka, l’Indonesia e le Filippine hanno dichiarato la loro fedeltà a Infantino. I principali dirigenti calcistici africani hanno inviato messaggi di sostegno a Infantino, che cerca l’appoggio dei 54 membri del continente. La Confederazione Africana di Calcio (Caf) non ha ancora preso posizione. Il comitato esecutivo della Confederazione dell’Oceania si riunirà mercoledì prossimo per discutere il proprio approccio.
Figo ha concluso affermando che Infantino ha svilito la carica di presidente della FIFA, ha mentito, ingannato e cercato di curare i propri interessi a scapito dello sport. Ha perso il sostegno dei suoi collaboratori di vertice, dei suoi consiglieri più stretti e della maggior parte di coloro che dedicano la vita al calcio. Ha ribadito che è troppo tardi per salvare la dignità di Infantino, ma non per salvare il calcio, e che deve andarsene subito.
Le elezioni per la presidenza della FIFA si terranno il 18 marzo a Rabat.
Source: ansa.it
